Archive | agosto 2010

“Cartoline da Cipro”

Da "Cartoline da Cipro" - Duccio Boscoli - Internazionale n. 861

Il settimanale “Internazionale” ha sempre avuto un occhio di riguardo per illustratori e fumettisti; per quanto riguarda questi ultimi ne ha pubblicati di famosissimi e di meno conosciuti, soprattutto tra gli italiani.
Il più delle volte lo spazio per i fumetti (non contando la pagine delle strisce e quella finale delle vignette satirico/politiche) è ristretto a un paio di tavole, ma sempre più spesso se ne vedono anche di 4 (nel n. 860 con Emmanuel Guibert), o più raramente veri e propri reportage come quelli di Joe Sacco.
Nelle due tavole delle “Cartoline da CiproDuccio Boscoli con due brevi scene simmetriche ci fa capire la distanza mentale tra turco-ciprioti e greco-ciprioti.

“Pioggia senza fine” di Ray Bradbury

Dal racconto "Pioggia senza fine" di Ray Bradbury all'interno dell'antologia "Le meraviglie del possibile" a cura di S. Solmi/C. Fruttero - Einaudi

Le meraviglie del possibile” contiene davvero tanti racconti classici di grandi scrittori della fantascineza: da Bradbury a Brown, da Dick ad Asimov, da Matheson a Van Vogt, ecc.
L’incipit che qui posto di “Pioggia senza fine” di Ray Bradbury mi ha colpito in maniera particolare: davvero potente nel linguaggio.
Caso vuole che in questo periodo abbia fatto un po’ di rumore un video musicale di tale Rachel Bloom – “Fuck Me, Ray Bradbury“. Qui se ne parla un po’, con relativa foto dell’anziano Bradbury che guarda il video in questione!

“Bakuman” di Ohba e Obata

Immagini tratte da "Bakuman" n. 3 - Tsugumi Ohba/Takeshi Obata - Manga Planet

Di “Bakuman” ho già parlato nel mio blog ufficiale. Qui allora ritaglio due vignette (prese da due pagine diverse del manga) in cui si può notare meglio il segno raffinato del disegnatore, davvero bravo: sopra una plastica posa molto espressiva, sotto invece una posa più naturalistica.
Ho anche scoperto un “fansite” italiano in cui da due anni si possono vedere (ehm, anche scaricare!) gli episodi del manga in anteprima (tradotti in italiano e inglese da vari gruppi di fan, incredibile…).

“Pluto” di Urasawa/Tezuka

Da "Pluto" n. 8 - Naoki Urasawa/Osamu Tezuka - Planet Manga

Pluto” è una rivisitazione del classico “Astro Boy” di Osamu Tezuka, e nella scrittura del manga è intervenuto anche Takashi Nagasaki.
Con il numero 8 si conclude la breve saga (breve per i canoni dei manga) del robot Atom, ma soprattutto la storia del rapporto tra umanità e intelligenze artificiali – siamo in un futuro non troppo lontano dove i robot sono arrivati ad assomigliare in tutto agli umani.
Nagasaki e Urasawa attualizzano la storia anni 50 di Tezuka (già molto avanti all’epoca per i temi affrontati) mettendoci anche dei non velati riferimenti alle guerre del Golfo. La trama è complessa e non è difficile riconoscere lo stile fatto di colpi di scena e studio metodico della psicologia dei vari personaggi di Urasawa (già noto per i capolavori “Monster” e “20th Century Boys“).
Pluto” è una grande e bella storia – forse non un capolavoro al 100%, difficile aspettarselo con i paletti comunque presenti (anche se reinterpretati con intelligenza e creatività) dati dall’originale a cui è ispirato: un originale venerato dagli autori moderni del “più grande robot del mondo”, e a cui si sono accostati con grande deferenza – basti leggere gli articoli presenti a ogni fine volume.

“Rompere l’incantesimo” di Daniel Dennett

Brani tratti da "Rompere l'incantesimo" di Daniel Dennett - Raffaello Cortina Editore

Sono quasi a un terzo di questo libro abbastanza ponderoso – e tuttavia scorrevole e interessante.
Nonostante la fama di “talebano dell’ateismo” dell’autore una lunga prima parte del libro è dedicata a spiegare gentilmente ai non credenti perchè dovrebbero perlomeno prendere in considerazione l’idea di leggere un libro che cerca di indagare la religione come fenomeno naturale – e Dennett lo fa con tatto e spiegando in maniera approfondita il perchè e il percome di questa sua ricerca (non so ancora se dopo si imbizzarrisca e improvvisamnete si metta a offendere chi non concorda con le sue idee).
I brani che qui ho prelevato dal loro contesto parlano di due delle diverse componenti che concorrono a spiegare in parte l’origine della religione: la credenza (ereditata dal nostro passato animale) in agenti intenzionali anche laddove non esistono, e la paura della morte – nonchè la gestione della stessa.

“Real” di Takehiko Inoue

Da "Real" n.9 - Takehiko Inoue - Planet Manga

Del bellissimo manga di Inoue parlo qui, e qui.
Takahashi prosegue la lunga riabilitazione e per la prima volta si confronta con una persona che è più indietro di lui nella riabilitazione fisica – ma non in quella mentale. Nomiya invece decide di provare a diventare un giocatore di basket professionista, anche se sembra impossibile. I personaggi affrontano se stessi, le loro paure, i loro desideri, i loro limiti; cambiano col proseguire della storia, la “lentezza” usuale della sceneggiatura giapponese qui è assolutamente necessaria al realismo della caratterizzazione psicologica.
Uno dei miei fumetti preferiti di sempre, un capolavoro.

“51 modi per salvarla”

Da "51 modi per salvarla" n. 1 - Usumaru Furuya - Ronin Manga

Una delle due ossessioni giapponesi, il terremoto (l’altra è la bomba atomica, naturalmente).
Qui si immagina un terremoto disastroso con epicentro a  Tokyo – per la precisione Odaiba, che è un’isola artificiale nella baia della città. Seguiamo tutte le conseguenze di quest’evento catastrofico a partire dalla vita di un ragazzo molto normale, per poi allargare la storia ad altri personaggi cooptati man mano che si va avanti con la vicenda.
La storia (ho letto anche il secondo volume) ha un aspetto didattico molto forte, dato che Furuya si avvale della consulenza di esperti di terremoti e post-terremoti; infatti alla fine del volume ci sono delle rubriche che riassumono i comportamenti da evitare e quali adottare per la sopravvivenza dopo eventi di questo genere (“togliere i tacchi alle scarpe”, “attenzioni alle lesioni a Y”, “gli assorbenti sono perfetti per fermare il sangue”, ecc.).
Il disegno è così così, la storia ha qualche elemento di interesse nella caratterizzazione di alcuni personaggi, aldilà dell’intento didattico.