Archive | dicembre 2010

“The Dome” di Stephen King

Estratto da "The Dome" di Stephen King - Sperling & Kupfer

Sono a più di 2/3 del libro e a prescindere dallo svolgimento della fine posso dire che questa lettura mi sta soddisfando ampiamente. Ho letto molti libri di King ma non sono una fan pura e dura; una minoranza di questi libri mi è piaciuta poco, o non mi sono piaciute certe parti, perlopiù finali.
In “The Dome” è noto l’assunto: una cittadina del Maine un giorno si ritrova isolata dal resto del mondo tramite una “cupola” trasparente di natura ignota che la circonda completamente. Niente che King non abbia già affrontato in diversi altri libri: il luogo (ricorrente, il suo Maine), il campione umano forzatamente costretto ad affrontare, isolato, un’avversità, l’analisi impietosa dei meccanismi sociali e umani che l’evento imprevisto permette di disvelare, la critica al fanatismo religioso.

King riprende i suoi temi più classici, ma lo fa con ancora immutata forza e quella capacità diabolica di portarti all’interno di quel posto, di quelle menti, di quella meschinità. Anche i “cattivoni”, a tratti resi quasi caricaturali, hanno invece una loro ragion d’essere; forse è vero che il fanatismo ha alle radici la semplicità, la chiara dicotomia.
Il racconto sta sull’attualità (come sempre in King) e i nuovi media hanno la loro importanza nel libro – almeno per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Nel pezzo qui inserito il giovane Joe, prigioniero all’interno della Cupola, utilizza internet per informarsi delle opinioni del mondo “esterno”; e King non ha paura a citarsi (difficile non farlo se si vuole mantenere il tipo di realismo che ha scelto Kink per i suoi libri, essendo egli stesso parte di quella “attualità” culturale e mediatica).

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“Solanin” n.2 di Inio Asano

Da "Solanin" n.2 - Inio Asano - Planet Manga - Panini Comics

Ho parlato del primo volumetto di “Solaninqui.  Con questo secondo volume si conclude la storia, che nel primo si era interrotta con un colpo di scena. La musica salverà questo gruppetto di amici sperduti, ciechi, spesso infantili? Vivere nell’incertezza, senza futuro, senza sogni: è un manga triste, disperato, anche quando si vedono barlumi di reazione, di vita. A tratti commuove, perchè questi personaggi sono comuni, semplici, dotati di poco – anche i loro sogni hanno breve portata – fanno tenerezza, quasi.
Sui testi: l’impressione è che forse la complessità del giapponese non abbia potuto permettere una traduzione più efficace, o più chiara – ma forse mi sbaglio…