“The Dome” di Stephen King

Estratto da "The Dome" di Stephen King - Sperling & Kupfer

Sono a più di 2/3 del libro e a prescindere dallo svolgimento della fine posso dire che questa lettura mi sta soddisfando ampiamente. Ho letto molti libri di King ma non sono una fan pura e dura; una minoranza di questi libri mi è piaciuta poco, o non mi sono piaciute certe parti, perlopiù finali.
In “The Dome” è noto l’assunto: una cittadina del Maine un giorno si ritrova isolata dal resto del mondo tramite una “cupola” trasparente di natura ignota che la circonda completamente. Niente che King non abbia già affrontato in diversi altri libri: il luogo (ricorrente, il suo Maine), il campione umano forzatamente costretto ad affrontare, isolato, un’avversità, l’analisi impietosa dei meccanismi sociali e umani che l’evento imprevisto permette di disvelare, la critica al fanatismo religioso.

King riprende i suoi temi più classici, ma lo fa con ancora immutata forza e quella capacità diabolica di portarti all’interno di quel posto, di quelle menti, di quella meschinità. Anche i “cattivoni”, a tratti resi quasi caricaturali, hanno invece una loro ragion d’essere; forse è vero che il fanatismo ha alle radici la semplicità, la chiara dicotomia.
Il racconto sta sull’attualità (come sempre in King) e i nuovi media hanno la loro importanza nel libro – almeno per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Nel pezzo qui inserito il giovane Joe, prigioniero all’interno della Cupola, utilizza internet per informarsi delle opinioni del mondo “esterno”; e King non ha paura a citarsi (difficile non farlo se si vuole mantenere il tipo di realismo che ha scelto Kink per i suoi libri, essendo egli stesso parte di quella “attualità” culturale e mediatica).

Advertisements

2 responses to ““The Dome” di Stephen King”

  1. Simone says :

    Ho letto quasi settecento pagine delle oltre mille di THE DOME, devo dire che la lettura e’ scorrevole con forte caratterizzazione dei personaggi, come suo solito, con un ritorno di scrittura e di capacita’ di coinvolgere il lettore che negli ultimi romanzi aveva lasciato a desiderare. La capacita’ di King nel riuscire a farti odiare o innamorare di un personaggio, nel creare una situazione dove il lettore si immedesima creando un coinvolgimento emotivo e’ il motivo di successo di questo autore e THE DOME ne e’ un esempio, secondo me tra i piu’ riusciti.

    Mi piace

  2. Patrizia Mandanici says :

    Sì, per un mio “ritorno” al Re sono andata quasi a botta sicura – nel senso che mi ero fatta un’idea del romanzo leggendo molto recensioni, che mi avevano invogliato.
    L’ultimo libro che ho letto di Stephen King forse è “Mucchio d’ossa”, diversi anni fa (di cui peraltro ricordo pochissimo).
    A casa ho in attesa “Stagioni diverse” e “La zona morta”, ma del King più recente c’è qualcosa di interessante da leggere?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...