Archive | gennaio 2014

“Schulz e i Peanuts” di David Michaelis

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Schulz
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Sottotitolo: “La vita e l’arte del creatore di Snoopy, Charlie Brown & co“, a cura di Marco Pellitteri traduzione di Alessandro Bottero, edizioni Tunuè. Carl e Dena sono i genitori di Charles, chiamato anche Sparky.
Il libro originale fu pubblicato nel 2007, e ricordo anche di aver letto all’epoca i riverberi di qualche polemica americana; aspettavo la traduzione da allora. [qui un altro corposo estratto dal libro, dal sito di Fumettologica]

Qui posto tre brani tutti ritagliati dalla prima parte del libro, dove si racconta l’infanzia e la giovinezza di Schulz. Quel che mi sta colpendo per adesso di questa lettura è la difficoltà di dare un ritratto coerente della personalità del geniale disegnatore – cosa non sorprendente dato che bisogna ricostruire una vita attraverso elementi esterni, come ad esempio testimonianze provenienti da fonti diverse (magari a distanza di molti anni da ciò che si ricorda).
Di certo “il padre di Sparky presentava i chiari tratti di una profonda mancanza di curiosità“; la famiglia in generale non amava molto la cultura, i libri, anche a scuola forse Schulz non era stimolato.  Tuttavia non mi sembra ci siano stati nell’infanzia di Schulz forti traumi o delusioni, un bambino dalla grande creatività forse non dovrebbe risentire troppo di un ambiente che non lo valorizza molto – ma neanche lo deprime; eppure aleggiano in tutto il racconto di Michaelis la frustrazione di Charles, la malinconia, l’insicurezza.
È difficile fare il ritratto “interno” di una persona che probabilmente  non aveva modo di mostrare molto di se stesso, è difficile dire cosa veramente potesse aver ferito il bambino Charles, e in che modo – Michaelis ce la mette tutta per basarsi su quello che realmente hanno detto amici parenti e Schulz stesso, ma è come tentare di ricomporre un puzzle di cui mancano dei pezzi.

Nonostante tutto il libro si fa ben leggere, è anche un viaggio indietro nel tempo in una parte di provincia americana, sempre interessante. Peccato per la carta un po’ trasparente e per la riproduzione minuscola delle strisce dei Peanuts (inserite qua e là per rimarcare come tanti spunti fossero presi di peso da vicende personali e familiari) – strisce che devono stare per forza dentro la gabbia orizzontale del testo.

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Consigli di lettura: Patrizia Mandanici

Grazie a Carta Resistente per avermi ospitato, bellissimo sito che consiglio di seguire

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Un Baldazzini inatteso per una storia (e un progetto di cui l’autore parla qui) di cui si sente il calore e l’intensità delle storie narrate in prima persona: storie di partigiani ma più ancora del percorso di maturazione dei giovani che nel periodo della caduta del fascismo e della costituzione della Repubblica Sociale furono spesso costretti a scegliere tra renitenza alla leva o adesione aperta all’una o all’altra parte combattente.

La storia segue il giovane e superficiale Diego che si unisce a un gruppo partigiano più per ribellione al padre (un militare fascista) che per altro, ma è quando arriva l’esperienza della morte (e delle torture fasciste) che lo scontro con il padre si trasforma in lotta consapevole contro un sistema ingiusto.
Il segno grafico e pulito di Baldazzini (qui accompagnato dall’uso sapiente di mezzitoni grigi) ha ragiunto una maturità tale da poter rappresentare senza alcuna freddezza il…

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