Archive | agosto 2014

“Blue” di Pat Grant

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Questi brani sono tratti dalla postfazione dell’autore Pat Grant del fumetto “Blue” edito da Edizioni BD nella collana PsychoPop.

Altri brani tratti dalla stessa postfazione potete trovarli qui: Rick Griffin e la storia dei fumetti sul surf.

Per leggere le prime pagine del fumetto andate qui, e qui per leggere una recensione, sempre su Fumettologica (e no, il fumetto non parla solo di surf, anzi).

Se capite l’inglese potete leggere l’intera storia sul sito di Pat Grant, a partire da qui.

Ne ho parlato anche nel mio blog principale, “La fumettista curiosa “.

“Per stavolta don Antonio” di Sanantonio

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Brani tratti dalla selezione in ebook “Un’estate con Sanà” di Sanantonio, Edizioni E/O, e dal libro “Per stavolta Antonio“.

Già dalle prime battute si percepisce lo stile di Sanantonio – diretto, colorito, pieno di arditi accostamenti per dipingere certi personaggi e atteggiamenti.
Nonostante la freschezza (ancora adesso) di questo linguaggio, mi domando se a lungo non rischierebbe di annoiarmi un po’ questo modo di descrivere il mondo, sempre così iperbolico (ebbene sì, non sono andata poi a comprare il libro completo, sapendo di non aver tempo per leggerlo).

“La promessa” di Friedrich Dürrenmatt

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“Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota. Tuttavia in circostanze simili tutto dipende dal modo in cui il genio affronta il ridicolo in cui è caduto, dal fatto che lo possa accettare oppure no. Matthäi* non poteva accettarlo. Voleva che i suoi calcoli tornassero anche nella realtà. Perciò dovette rinnegare la realtà e sboccare nel vuoto. La conclusione del mio racconto è dunque estremamente malinconica, quella che si è verificata è addirittura la più banale di tutte le “soluzioni” possibili. Ebbene, son cose che succedono talvolta. Anche il peggiore dei casi si avvera di quando in quando. Siamo uomini, dobbiamo tenerne conto, armarci contro questa realtà, e soprattutto avere ben chiaro in mente che riusciremo ad evitare il naufragio nell’assurdo, che per forza di cose risulta sempre più netto e schiacciante, e a costruirci su questa terra un’esistenza abbastanza confortevole, solo incorporandolo tacitamente nel nostro pensiero. La nostra ragione rischiara il mondo non più dello stretto necessario. Nel bagliore incerto che regna ai suoi confini si insedia tutto ciò che è paradossale. Dobbiamo guardarci dal considerare questi fantasmi come fossero qualcosa “in sé,” come se si trovassero fuori dello spirito umano, o, peggio ancora: non commettiamo lo sbaglio di considerarli come un errore evitabile, sbaglio che ci potrebbe indurre a condannare il mondo in una sorta di morale caparbia e dispettosa, qualora tentassimo di imporre una visione perfettamente razionale delle cose, giacché proprio la sua perfezione assoluta costituirebbe la sua menzogna mortale e un segno della peggiore cecità. Mi perdoni questo commento introdotto a metà della mia bella storia, un commento certo discutibile per un filosofo, lo so, ma deve concedere ad un vecchio come me di fare le sue considerazioni su ciò che ha vissuto, per quanto approssimative esse siano. E dopo tutto, benché io provenga dalla polizia, mi sforzo comunque di essere un uomo e non un bue.”

Da: “La promessa” di Friedrich Dürrenmatt – Feltrinelli Editore

*Matthäi è un commissario di polizia, il protagonista della storia.

Di questo libro avevo letto sempre echi e rimandi in altre opere, mi ero fatta un’idea grandiosa, parzialmente disattesa. A mente fredda, e pensando che il libro è del 1958, si può immaginare cosa abbia rappresentato questo giallo atipico all’epoca.
Stile asciutto, ambientazione grigia e deprimente, un delitto efferato, un’ossessione: questo e altro nel breve libro di Dürrenmatt.