“La promessa” di Friedrich Dürrenmatt

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“Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota. Tuttavia in circostanze simili tutto dipende dal modo in cui il genio affronta il ridicolo in cui è caduto, dal fatto che lo possa accettare oppure no. Matthäi* non poteva accettarlo. Voleva che i suoi calcoli tornassero anche nella realtà. Perciò dovette rinnegare la realtà e sboccare nel vuoto. La conclusione del mio racconto è dunque estremamente malinconica, quella che si è verificata è addirittura la più banale di tutte le “soluzioni” possibili. Ebbene, son cose che succedono talvolta. Anche il peggiore dei casi si avvera di quando in quando. Siamo uomini, dobbiamo tenerne conto, armarci contro questa realtà, e soprattutto avere ben chiaro in mente che riusciremo ad evitare il naufragio nell’assurdo, che per forza di cose risulta sempre più netto e schiacciante, e a costruirci su questa terra un’esistenza abbastanza confortevole, solo incorporandolo tacitamente nel nostro pensiero. La nostra ragione rischiara il mondo non più dello stretto necessario. Nel bagliore incerto che regna ai suoi confini si insedia tutto ciò che è paradossale. Dobbiamo guardarci dal considerare questi fantasmi come fossero qualcosa “in sé,” come se si trovassero fuori dello spirito umano, o, peggio ancora: non commettiamo lo sbaglio di considerarli come un errore evitabile, sbaglio che ci potrebbe indurre a condannare il mondo in una sorta di morale caparbia e dispettosa, qualora tentassimo di imporre una visione perfettamente razionale delle cose, giacché proprio la sua perfezione assoluta costituirebbe la sua menzogna mortale e un segno della peggiore cecità. Mi perdoni questo commento introdotto a metà della mia bella storia, un commento certo discutibile per un filosofo, lo so, ma deve concedere ad un vecchio come me di fare le sue considerazioni su ciò che ha vissuto, per quanto approssimative esse siano. E dopo tutto, benché io provenga dalla polizia, mi sforzo comunque di essere un uomo e non un bue.”

Da: “La promessa” di Friedrich Dürrenmatt – Feltrinelli Editore

*Matthäi è un commissario di polizia, il protagonista della storia.

Di questo libro avevo letto sempre echi e rimandi in altre opere, mi ero fatta un’idea grandiosa, parzialmente disattesa. A mente fredda, e pensando che il libro è del 1958, si può immaginare cosa abbia rappresentato questo giallo atipico all’epoca.
Stile asciutto, ambientazione grigia e deprimente, un delitto efferato, un’ossessione: questo e altro nel breve libro di Dürrenmatt.

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