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“Inuyashiki – L’ultimo eroe” di Hiroya Oku

Ultimo eore

Inuyashiki – L’ultimo eroe” di Hiroya Oku è pubblicato da Panini Comics nella collana Planet Manga.
Hiroya Oku è famoso per la lunga saga di Gantz – da me seguita per i primi volumi anni fa e poi abbandonata (troppo surreale, troppo violenta). In questo Inuyashiki c’è sempre l’elemento fantascientifico, ma forse una maggiore aderenza alla realtà, una critica sociale persino – per saperne di più leggere questo articolo su Fumettologica.

(per le immagini del manga seguire il senso di lettura giapponese – da destra verso sinistra)

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Dopo la mia lettura del commovente “Il cane che guarda le stelle” di Takashi Murakami trovo un cane anche qui – simbolo di amore disinteressato.

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C’è il tema della marginalità, del cinismo dei rapporti familiari e sociali, della violenza insensata.

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E una impudica citazione di se stesso da parte dell’autore: un personaggio  è un fan di Gantz e parla del manga con un ragazzo che dice che è “stroncato da tutti perché non si capisce un cavolo”.

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Seguirò con curiosità questo manga, peraltro disegnato con la consueta eleganza e perizia da Oku.

“Opus” di Satoshi Kon

Tratto da "Opus" vol. 1 - Satoshi Kon - Panini Comics Planet Manga - 2013

Tratto da “Opus” vol. 1 – Satoshi Kon – Panini Comics Planet Manga – 2013

Un collage di alcune vignette tratte da "Opus" vol. 1 - Satoshi Kon - Panini Comics Planet Manga  - 2013

Un collage di alcune vignette tratte da “Opus” vol. 1 – Satoshi Kon – Panini Comics Planet Manga – 2013


Satoshi Kon è un noto regista di lungometraggi animati e un mangaka che è venuto a mancare troppo presto. Fino a poco tempo fa lo conoscevo solo come creatore di film un po’ surreali e pieni di fantasia come Paprika, Millennium Actress e Tokio Godfathers, mentre recentemente con mia sorpresa ho trovato dei suoi manga in fumetteria: prima ho comprato “L’eredità dei sogni” (una raccolta di storie brevi) e poi il primo volume di “Opus“, una storia metafumettistica che risale agli anni 1995/6 (edizioni Panini Comics -Planet Manga).
E’ strano trovare un otomiano che disegna altrettanto bene e che non fa rimpiangere il maestro – mi piace tutto di questo “Opus“, sia il segno che la composizione che i personaggi; la storia poi è il divertimento di un disegnatore, l’idea di base è molto sfruttata (il creatore che finisce dentro la sua opera) ma qui è declinata con levità, gioia, senza grandi pretese.
Ho idea che i disegnatori e gli autori potranno godere di questa storia in maniera particolare.
Ah, senso di lettura alla giapponese, da destra a sinistra.

“Silver Spoon” di Hiromu Arakawa

da "Silver Spoon" di Hiromu Arakawa - vol. 3 - Panini Comics - 2013

da “Silver Spoon” di Hiromu Arakawa – vol. 3 – Panini Comics – 2013

da “Silver Spoon” di Hiromu Arakawa – vol. 3 – Panini Comics – 2013

(senso di lettura del fumetto da destra a sinistra)
Silver Spoon” di Hiromu Arakawa è un manga pubblicato nella divisione Planet Manga di Panini Comics.
L’autrice è famosa per il manga Full Metal Alchemist (da cui è stata tratta una fortunata serie animata) che io però non ho letto, non è il mio genere; questo “Silver Spoon” invece mi ha attirato per l’ambientazione inusuale: una scuola agraria. Attraverso lo sguardo di uno studente un po’ spaesato, Yugo Hachiken, ci troviamo a conoscere il modo di lavorare di aziende casearie e degli allevamenti intensivi di vari animali.
Il tono del manga è da commedia, con molti momenti comici (gestiti molto bene), ma ci sono anche riflessioni sul modo di produzione della carne, sul rapporto tra noi e il cibo. Hachiken si affeziona agli animali e questo confligge con il suo doversi rapportare quotidianamente con la spersonalizzazione del modello produttivo e con il suo essere carnivoro; sono curiosa di vedere come si evolverà e risolverà (eventualmente) questo conflitto nei prossimi numeri.

I AM A HERO di Kengo Hanazawa

Tavola tratta da “I AM A HERO” di Kengo Hanazawa – GP Publishing


Ho appena finito di leggere il volume n. 7 di questo manga particolare, che apparentemente potrebbe essere classificato come manga horror/zombesco.
Il protagonista è un assistente mangaka in uno studio, ha una ragazza, una vita banale e un carattere insicuro. Il primo volume di questo manga sembra delineare una storia a carattere psicologico/sociologico, ma  a ben vedere si intuisce un punto di vista leggermente sfocato, laterale, una sottile vena di inquietudine che esplode poi nel secondo volume, quando è evidente che la strana epidemia che sta trasformando le persone in simil zombie si sta allargando a macchia d’olio; eppure le persone sembrano già vivere così lontano dalla realtà che fanno fatica a comprendere cosa sta succedendo. L’incubo non è vedere aggirarsi persone deformi e sanguinolente, ma capire come normalmente le persone vivano già in una condizione “zombesca”.
Dopo una parte centrale un po’ statica e lenta la storia di “I am a Hero” riprende quota negli ultimi due volumi, con l’idea intrigante di un personaggio che è in una condizione non totalmente zombie, ma neanche più umana.

“Solanin” n.2 di Inio Asano

Da "Solanin" n.2 - Inio Asano - Planet Manga - Panini Comics

Ho parlato del primo volumetto di “Solaninqui.  Con questo secondo volume si conclude la storia, che nel primo si era interrotta con un colpo di scena. La musica salverà questo gruppetto di amici sperduti, ciechi, spesso infantili? Vivere nell’incertezza, senza futuro, senza sogni: è un manga triste, disperato, anche quando si vedono barlumi di reazione, di vita. A tratti commuove, perchè questi personaggi sono comuni, semplici, dotati di poco – anche i loro sogni hanno breve portata – fanno tenerezza, quasi.
Sui testi: l’impressione è che forse la complessità del giapponese non abbia potuto permettere una traduzione più efficace, o più chiara – ma forse mi sbaglio…

“Solanin” di Inio Asano

Tavola da "Solanin" di Inio Asano - 1 di 2 - Planet Manga - Panini Comics

Il segno di Asano è particolare – non molto realistico nei volti, ma abbastanza nel rappresentare interni, paesaggi, movimenti; e il tono della storia è malinconico, molto preciso nel raffigurare una generazione di giovani che forse tra i tanti paesi occidentali che stanno vivendo una crisi a più livelli è la più confusa e persa tra le incertezze del futuro.
Seguiamo da vicino le vicende di Taneda e Meiko, una giovane coppia in precario equilibrio tra lavoro e precarietà, tra desideri confusi e apatia; con loro un gruppo di tre amici, di cui seguiamo i rapporti, i discorsi, i pensieri, gli incoraggiamenti, le giornate deprimenti.
Un manga che segue da vicino le vite di alcuni giovani giapponesi contemporanei – una finestra interessante su un mondo meno lontano di quello che sembra.

“Happy!” di Naoki Urasawa

"Happy!" vol. 1 - Naoki Urasawa - Planet manga

Pur essendo una commedia questa serie (iniziata nel 1993) presenta anche una certa crudezza nel rappresentare il mondo della malavita locale – Miyuki, la protagonista, si trova nella situazione di dover rifondere un debito stratosferico contratto dal fratello (sparito). Invece di andare a fare la prostituta per la malavita (le minacce non le danno scelta) una serie di circostanze la porterà a perseguire un sogno interrotto di anni prima: diventare una grande tennista professionista e vincere uno dei tornei danarosi del circuito mondiale.
Miyuki si sente respondabile dei tre fratellini a cui deve badare, essendo loro orfani; il suo candore, ma anche la sua determinazione, fanno da contrasto con i cinici personaggi che la circondano – e anche col pavido giovane che la ammira e la aiuta. La trama  ha qualcosa di favolistico, ma i tempi comici e i dialoghi sono eccezionali, così come la caratterizzazione minuta dei personaggi, sia grafica che psicologica. Urasawa si conferma un gran regista, un mangaka che muove i suoi attori con un gusto per la recitazione quasi cinematografico.