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“Tutta un’altra storia” di Giovanni Dall’Orto

Tutta un'altra storia cop

Dall'Orto1

Tratto dalla “Premessa” dell’autore


Dall'Orto2

Tratto dal capitolo 23


Dall'Orto3


Dall'Orto4 Tratto dal capitolo 24

Pochi brani presi un po’ a caso tra i tanti che avrei potuto scegliere da questo libro molto interessante, da cima a fondo: “Tutta un’altra storia – L’omosessualità dall’antichità al secondo dopoguerra” di Giovanni Dall’Orto – Il Saggiatore (2015).
Il volume è poderoso, eppure molto spesso si vorrebbe leggere di più e approfondire – cosa che in parte avviene tramite un ampio apparato di note, e i rimandi ad altri testi dell’autore sul suo sito: http://www.giovannidallorto.com/
Grande bella lettura, con un punto di vista preciso ma argomentato con una massa di notizie e citazioni che dimostrano il lavoro accurato e profondo di ricerca storica.
Una bella intervista  all’autore (con annesso dibattito) si può ascoltare qui (ascoltare almeno i primi minuti per farsi un’idea del contenuto e del punto di vista del libro): https://soundcloud.com/consulenze-editoriali/presentazione-libro-di-giovanni-dallorto-tutta-unaltra-storia

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“Avventurieri sul Crocevia del Mondo” di Davide Mana

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Davide Mana è uno scrittore che ha un interessante blog dove scrive di autopubblicazione, editoria, ebook, e tanto altro. Il suo ultimo ebook “Avventurieri sul Crocevia del Mondo” è una sorta di saggio storico (ma soprattutto racconto avventuroso) sui vari personaggi che nel tempo hanno avuto a che fare con la Via della Seta – argomento davvero affascinante. Ancora più interessante l’idea di inaugurare una board su Pinterest per metterci tutte le foto dei personaggi (o i luoghi) citati nel libro – il perché Mana lo spiega qui.

“Gaza 1956” di Joe Sacco

Da "Gaza 1956" di Joe Sacco - Mondadori Strade Blu

Joe Sacco ha già pubblicato “Palestina. Una nazione occupata” sullo stesso argomento, il confronto israelo-palestinese. Qui si concentra su un episodio accaduto nel lontano 1956 – ma come tutti gli avvenimenti di quella terra spiega in parte (o complica) la situazione attuale (il sottotitolo del libro è “Note ai margini della storia“).
Il libro è poderoso, soprattutto perchè intenso e pieno di episodi, dialoghi, spiegazioni. Sacco espone il punto di vista palestinese, ma è tutt’altro che indulgente nel raccontare ciò che vede.
Lo sto leggendo piano piano, non è una lettura facile. Comunque bellissime le pagine 26-28, con il confronto tra un campo profughi all’epoca della sua formazione, negli anni cinquanta, e lo stesso campo nella sua forma attuale – una slash page mirabile, che dice tanto.

“Cestus” di Shizuya Wazarai

Immagini tratte da "Cestus" n. 15 di Shizuya Wazarai - Planet Manga/Panini Comics

Cestus” è un manga un po’ atipico nel panorama delle nostre fumetterie. Certo, il protagonista è un giovane schiavo che si deve fare strada nella vita combattendo nelle arene come pugile – quindi a prima vista sembrerebbe il solito manga di “combattimento” (seppur molto preciso, dinamico e mai noioso nella descrizione delle lotte); però è ambientato nella Roma imperiale ai tempi di Nerone – e non è solo un manga “storico” (magari storico/fantastico)…
In “Cestus” la storia del giovane lottatore si incrocia con i personaggi storici (Nerone, la corte imperiale), e seguiamo l’evolversi in parallelo di storie private e Storia abbastanza documentata, con un’analisi mai banale dell’evolversi dei sentimenti sia dei personaggi storici che di quelli d’invenzione. Alcuni albi sono dedicati quasi interamente a Nerone, Agrippina e altri personaggi della corte, altri invece si soffermano di più sulla storia di Cestus e sui combattimenti.
Il segno è molto pulito e dettagliato, si nota lo sforzo di documentazione dell’autore che, al di là di qualche possibile licenza (non sono un’esperta, anche se ho “bazzicato” documentari e qualche libro di storia romana), sembra essere molto accurato.

“Il Risorgimento e l’unificazione dell’Italia”

Da "Il Risorgimento e l'unificazione dell'Italia" - D. Beales/E.F. Biagini - Il Mulino

Da tempo cercavo un libro non troppo approfondito che mi rinfrescasse la memoria sul Risorgimento. Questo de “Il Mulino” è inserito nella collana Universale Paperbacks, forse fin troppo sintetico per quello che cercavo, ma l’ho comprato lo stesso attirata dalla pagina che ho qui ritagliato – la prima pagina che avevo aperto a caso cercando di sfogliare il libretto.
Il libro non l’ho ancora letto, non ho idea di come sia, ma il fatto che un’intero capitolo fosse dedicato alle donne del Risorgimento ha attirato decisamente la mia attenzione.

“Le grotte di Mogao”

“...Circa 19 chilometri a sud-est di Dunhuang, dalle dune scolpite dal vento emerge una parete rocciosa curva, alta oltre 30 metri, che svetta sul letto di un fiume fiancheggiato da pioppi. Già verso la metà del VII secolo, quella parete di roccia lunga un chilometro e mezzo era crivellata da centinaia di grotte. I pellegrini venivano qui a pregare prima di attraversare il temuto Deserto di Taklimakan, oppure, come nel caso di Xuanzang, a esprimere gratitudine per il buon esito di un viaggio. All’interno delle grotte, la monocroma sterilità del deserto cedeva il passo a un’esplosione di colore e movimento. Sulle pareti sfilavano migliaia di statue del Buddha in ogni possibile sfumatura cromatica,con le vesti luccicanti d’oro importato. Sui soffitti fluttuavano schiere di apsara (ninfe del paradiso) e musici celesti in diafane tuniche azzurre, di fattura talmente delicata che si stentava a crederli opera umana. Queste eteree rappresentazioni del nirvana erano affiancate da dettagli più mondani, noti a chiunque percorresse la Via della Seta: mercanti dell’Asia Centrale dai lunghi nasi con i tipici cappelli flosci, monaci indiani in tuniche bianche, contadini cinesi intenti a lavorare la terra…

Brano tratto dall’articolo di Brook Larmer “Santuari nella roccia” che appare nel numero di National Geographic del giugno 2010


Le foto del National a corredo di quest’articolo sono splendide, e rendono l’idea della magnificenza sia delle pitture che delle sculture – ma queste ultime mi hanno colpito in maniera particolare per la loro naturalezza e bellezza. Il luogo ha una storia lunghissima di incontro di varie popolazioni in varie epoche, ed è interessantissimo vedere come una religione – la buddista – sia stata diversamente interpretata a seconda delle influenze delle varie culture.

Interessante anche il dilemma che si pone ai curatori di questo immenso e prezioso patrimonio: pulire e mettere alla luce le pitture sulle sculture (ad esempio) per poterle vedere – ma così facendo esponendole al degrado – oppure lasciarle coperte e nascoste, ma intatte?

Qui un paio di siti dove si possono vedere alcune foto del luogo (ma non sono certamente belle come quelle del National Geographic).