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“I Briganti” di Magnus

Copertine Briganti
A sinistra l’edizione Edifumetto del 1979, a destra l’edizione Cosmo del 2017
Pagine confronto

La stessa pagina a confronto

Briganti vignetta confronto

Una vignetta a confronto (a sx l’edizione Edifumetto, a dx quella Cosmo)

Tav Briganti

Tavola dall’edizione Cosmo

Tav briganti 2

Tavola dall’edizione Edifumetto


In edicola è possibile trovare la prima parte della saga de “I Briganti” di Magnus (opera mai completata) ristampata dalle Edizioni Cosmo in formato bonelliano su carta da fumetto seriale, quindi non il massimo per un’opera così piena di dettagli come questa; tutto sommato però il risultato non è male, per essere una stampa economica (se si vuole una visione in grande delle tavole in un’edizione migliore bisogna recuperare la ristampa Rizzoli Lizard a 25 €, qui).
In casa ho anche l’edizione Edifumetto del 1979, su formato leggermente più piccolo, stampata su una carta leggera e lucida, con ottima qualità (visto anche il formato minimo); è con questa che ho messo a confronto le pagine.
Se volete sapere qualcosa in più su questo fumetto del grande Magnus rimando a un articolo uscito su Fumettologica.

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Agenzia Alfa n. 38 -“I figli del buio” di A. Russo e M. Dall’Oglio

agenzia-alfa-figli-del-buioQuesto albo edito dalla Sergio Bonelli Editore fa parte di una collana collaterale di Nathan Never Agenzia Alfa – che ospita ormai da diversi anni storie di diverso tipo e lunghezza.
La lunga storia de “I figli del buio” (283 pagine) riprende e conclude (non in maniera definitiva) la saga della telepate Kay – non la Kay figlia di May e Branko (colleghi di Nathan Never) ma la Kay di un tempo futuro.
La storia è leggibile e godibile anche senza aver letto le storie precedenti (ci sono momenti di flashback e di spiegazioni, ma non lunghe).
Questo è un albo un po’ diverso dal solito (perlomeno per i canoni bonelliani): Massimo Dall’Oglio è un disegnatore che da sempre si esprime con uno stile molto influenzato dai manga (alcuni autori in particolare) ma che ha accolto anche diverse suggestioni di altri generi rendendo il suo segno unico e davvero interessante.
La storia di Alessandro Russo ha un buon ritmo (non ci si annoia mai), ma qui è da segnalare soprattutto il grande lavoro grafico di Dall’Oglio, preciso e dinamico al tempo stesso (senza mai esagerare con gli effetti “manga”).  Da disegnatrice so quanto lavoro c’è dietro, e ammiro la capacità di questo disegnatore di disegnare la tecnologia (ma non solo!).
Ho letto qualche parere di lettori abituati al realismo e alla cupezza di Nathan Never – e no, gli sfondi non sono poco curati,  ce n’è quanto è necessario che ce ne sia (a parte che molte scene sono ambientate nel deserto). Leggere 282 pagine fitte di particolari (magari inutili) renderebbe la lettura farraginosa, mentre qui parti più ariose e dinamiche si alternano a tavole spettacolari.
Le tavole di Dall’Oglio sono equilibrate, espressive, suggestive, con un uso magistrale dei retini, che mai soffocano il disegno ma anzi lo modellano, lo esaltano.
Oltre alle tavole qui presenti potete trovarne altre QUI,  qui invece una specie di copertina alternativa, QUI il booktrailer dell’albo (con musica dell’autore stesso). Questo invece è il Tumbrl di Massimo Dall’Oglio con disegni e schizzi.

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“Cronache dall’Ombra”, un’antologia di miei fumetti

Copertina Cronache dall'ombraQuesta volta mi faccio un po’ di pubblicità, uno strappo alla regola di questo blog.
La piccola ma benemerita casa editrice ComicOut ha voluto raccogliere i miei fumetti da autrice completa sparsi tra riviste, fanzine, web, più qualche inedito; storie brevi, anche di una pagina (ma ce n’è anche una lunga 15 pagine), e disegnate a partire da inizio anni ’90, lungo un arco di più di 20 anni (la più recente è di qualche mese fa): “Cronache dall’Ombra” è già in libreria o comunque ordinabile.

Qui trovate la pagina Facebook dedicata al libro dove segnalo le presentazioni, gli incontri, e dove racconto qualche retroscena.
Qua sotto un’anteprima di qualche pagina su Issue.

“Inuyashiki – L’ultimo eroe” di Hiroya Oku

Ultimo eore

Inuyashiki – L’ultimo eroe” di Hiroya Oku è pubblicato da Panini Comics nella collana Planet Manga.
Hiroya Oku è famoso per la lunga saga di Gantz – da me seguita per i primi volumi anni fa e poi abbandonata (troppo surreale, troppo violenta). In questo Inuyashiki c’è sempre l’elemento fantascientifico, ma forse una maggiore aderenza alla realtà, una critica sociale persino – per saperne di più leggere questo articolo su Fumettologica.

(per le immagini del manga seguire il senso di lettura giapponese – da destra verso sinistra)

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Dopo la mia lettura del commovente “Il cane che guarda le stelle” di Takashi Murakami trovo un cane anche qui – simbolo di amore disinteressato.

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C’è il tema della marginalità, del cinismo dei rapporti familiari e sociali, della violenza insensata.

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E una impudica citazione di se stesso da parte dell’autore: un personaggio  è un fan di Gantz e parla del manga con un ragazzo che dice che è “stroncato da tutti perché non si capisce un cavolo”.

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Seguirò con curiosità questo manga, peraltro disegnato con la consueta eleganza e perizia da Oku.

“Blue” di Pat Grant

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Questi brani sono tratti dalla postfazione dell’autore Pat Grant del fumetto “Blue” edito da Edizioni BD nella collana PsychoPop.

Altri brani tratti dalla stessa postfazione potete trovarli qui: Rick Griffin e la storia dei fumetti sul surf.

Per leggere le prime pagine del fumetto andate qui, e qui per leggere una recensione, sempre su Fumettologica (e no, il fumetto non parla solo di surf, anzi).

Se capite l’inglese potete leggere l’intera storia sul sito di Pat Grant, a partire da qui.

Ne ho parlato anche nel mio blog principale, “La fumettista curiosa “.

“Schulz e i Peanuts” di David Michaelis

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Sottotitolo: “La vita e l’arte del creatore di Snoopy, Charlie Brown & co“, a cura di Marco Pellitteri traduzione di Alessandro Bottero, edizioni Tunuè. Carl e Dena sono i genitori di Charles, chiamato anche Sparky.
Il libro originale fu pubblicato nel 2007, e ricordo anche di aver letto all’epoca i riverberi di qualche polemica americana; aspettavo la traduzione da allora. [qui un altro corposo estratto dal libro, dal sito di Fumettologica]

Qui posto tre brani tutti ritagliati dalla prima parte del libro, dove si racconta l’infanzia e la giovinezza di Schulz. Quel che mi sta colpendo per adesso di questa lettura è la difficoltà di dare un ritratto coerente della personalità del geniale disegnatore – cosa non sorprendente dato che bisogna ricostruire una vita attraverso elementi esterni, come ad esempio testimonianze provenienti da fonti diverse (magari a distanza di molti anni da ciò che si ricorda).
Di certo “il padre di Sparky presentava i chiari tratti di una profonda mancanza di curiosità“; la famiglia in generale non amava molto la cultura, i libri, anche a scuola forse Schulz non era stimolato.  Tuttavia non mi sembra ci siano stati nell’infanzia di Schulz forti traumi o delusioni, un bambino dalla grande creatività forse non dovrebbe risentire troppo di un ambiente che non lo valorizza molto – ma neanche lo deprime; eppure aleggiano in tutto il racconto di Michaelis la frustrazione di Charles, la malinconia, l’insicurezza.
È difficile fare il ritratto “interno” di una persona che probabilmente  non aveva modo di mostrare molto di se stesso, è difficile dire cosa veramente potesse aver ferito il bambino Charles, e in che modo – Michaelis ce la mette tutta per basarsi su quello che realmente hanno detto amici parenti e Schulz stesso, ma è come tentare di ricomporre un puzzle di cui mancano dei pezzi.

Nonostante tutto il libro si fa ben leggere, è anche un viaggio indietro nel tempo in una parte di provincia americana, sempre interessante. Peccato per la carta un po’ trasparente e per la riproduzione minuscola delle strisce dei Peanuts (inserite qua e là per rimarcare come tanti spunti fossero presi di peso da vicende personali e familiari) – strisce che devono stare per forza dentro la gabbia orizzontale del testo.

Consigli di lettura: Patrizia Mandanici

Grazie a Carta Resistente per avermi ospitato, bellissimo sito che consiglio di seguire

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Un Baldazzini inatteso per una storia (e un progetto di cui l’autore parla qui) di cui si sente il calore e l’intensità delle storie narrate in prima persona: storie di partigiani ma più ancora del percorso di maturazione dei giovani che nel periodo della caduta del fascismo e della costituzione della Repubblica Sociale furono spesso costretti a scegliere tra renitenza alla leva o adesione aperta all’una o all’altra parte combattente.

La storia segue il giovane e superficiale Diego che si unisce a un gruppo partigiano più per ribellione al padre (un militare fascista) che per altro, ma è quando arriva l’esperienza della morte (e delle torture fasciste) che lo scontro con il padre si trasforma in lotta consapevole contro un sistema ingiusto.
Il segno grafico e pulito di Baldazzini (qui accompagnato dall’uso sapiente di mezzitoni grigi) ha ragiunto una maturità tale da poter rappresentare senza alcuna freddezza il…

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